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Nebbia. Freddo. Perchè?
Mi alzo la mattina, scendo da casa per andare al lavoro, il vetro della macchina è ghiacciato. Perchè?
Abbiamo inventato di tutto, ma i vetri che non si congelano? No.
Dobbiamo comprare il prodottino del cazzo e darci di spatolina. Perchè?
Sensore del parcheggio, sensore degli pneumatici, sensore della pioggia, sensore crepuscolare, condizionatore, air bag e mille altre cose. E il vetro anti congelamento? No, quello no.
Eppure chi non ha il garage questo problema lo deve affrontare eccome.
Fiat, Renault, Pegeout, marca di automobili giapponese, americana, tainlandese: METTETETI AL LAVORO!
Mi sono rotto le palle di non avere questo optional! Mi sono rotto le palle di spatolare!

Adesso non ditemi anche voi "...perchè Sanremo è Sanremo"! Non fatelo! Sanremo non è più Sanremo da un pezzo. Forse non lo è mai stato, avete ragione. Ma dopo i recenti spot promozionali alla tv, Sanremo è morto. Deceduto. Stecchito. Arrostito dal fuoco di quell'inferno mediatico che viene sviluppato dai trenta secondi che avrebbero avuto il compito di fare pubblicità al festival della canzone italiana.
L'hanno buttata sul divertente. Ma non c'è un cazzo da ridere. Si tratta infatti di un liquame puzzolente di ovvietà che non è in grado di alzare neppure un micro muscolo delle nostre labbra. Niente sorrisi per questo spot, ma solo rabbia, desolazione, incredulità, scoraggiamento, delusione, amarezza, depressione e rassegnazione.
Forse l'hanno fatto apposta, forse volevano creare l'effetto horror. Forse hanno pensato che se assemblavano trenti secondi di "zero assoluto" avrebbero potuto ottenere lo stesso effetto (o forse di più) di uno spot altamente professionale. Forse hanno pensato che il cittadino, il liglio utente sempre in regola con il pagamento del canone Rai, venisse maggiormente colpito da una pubblicità spazzatura.
Forse. Oppure, molto più probabilmente, hanno pensato a questi spot perchè PIACEVANO, perchè sono stati considerati efficaci, in grado di attrarre l'attenzione. Il che sarebbe triste e malinconico, ma non da scartare!
Proprio pochi istanti fa ho saputo che stanno predisponendo un nuovo spot per Sanremo. Lo ha pensato il salumiere, il fruttivendolo e la parrucchiera che ci sono difronte a casa mia. Hanno fatto un incontro con Pippo Baudo, lo sceneggiatore e l'ufficio stampa e si sono accordati. Il "trena secondi" funziona così.
C'è un tizio che sta per iniziare un approccio sessuale con la sua fidanzata. Lui è nudo, a bordo del letto. Lei è eccitata, distesa. Lui fa per "salire a bordo" quando ecco che la tizia dice: scusa, ma chi ci sarà nel dopo festival di Sanremo? E i giovani, ci saranno? Poi lui prende un l'ascia, che dimora vicino al bicchier d'acqua, e le taglia la testa con un colpo secco. Infine l'omine dice: "Se rompi il cazzo con Sanremo quando stai per scopare, ti taglio la testa. Perchè chi di Sanremo ferisce, di Sanremo persice".
Il "Pippo nazionale" si è reso conto dell'impatto un po' fortino che questa pubblicità avrebbe sul telespettatore, ma ha deciso per il si. In effetti, se ci pensiamo bene, il livello successivo dello "spot spazzatura" è lo "spot trash".
L'ultimo stadio è lo "spot verità", con una banda di baby killer che videoriprendono il vero incendio dell'Ariston. Poi la regia stacca sul capo della gang, il quale esclama: "Se non guardi Sanremo ti bruciamo la casa!".
Oggi c'è qualcuno che compie 37 anni.
Ci sarà di certo qualcuno, no?
In ogni caso, auguri.
Ho recensito la pubblicità dei Rotoloni Regina.
Maledetto rotolo bianco...
non hai avuto pietà!
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Ma non finisce qui!
... e infatti prosegue su
La
di 
5 cose che non ho mai detto, che non ho mai scritto su questo blog. Che catena del cazzo. Me lo chiede Fosca, lo farò.
Prima cosa. Non ho mai detto che quando ero bambino ho rubato una provetta da un laboratorio di uno zuccherificio abbandonato. Mamma mia che paura. Avevo 10 anni. Mi sono cagato addosso.
Seconda cosa. Non ho mai detto che in terza superiore ho fatto fuco. E siccome non avevo neppure una lira, ho passato il mio tempo in una chiesa assime ad un mio amica altrettanto sfigato.
Terza cosa. Non ho mai detto che una volta ho rubato una piantina grassa per mia madre. Ma è stato così plateale che se ne sono accorti tutti. Mia madre non sa ancora niente.
Quarta cosa. Non ho ancora detto ai miei amici che ho un blog. Non mi vergongo a dirlo, mi devo solo preparare al massaco di risate.
Quinta cosa. Non ho mai detto a nessuno (e vorrei che restasse un segreto) che io sono un ammalato cronico di www. melemarce.com

Sono proprio contento.
Sabato sera. "Mi passo una seratina tranquilla con gli amici", penso tra me e me. E così il mio amico Piero prenota in un pizzeria leggermente fuori città. Siamo in un bel gruppetto, e partiamo con l'idea di fare due chiacchere: i maschietti di elettronica, figa e televisori dal numero di pollici smodati, le ragazze di vita quotidiana, lavoro e varie ed eventuali.
Che bella serata. Arriviamo in questo posticino, da sempre nella mia memoria come un luogo tranquillo. Ci sediamo, comodi. Il locale è bello pienotto e si riempie ancora di più mentre io e la mia "compa" ci apprestiamo ad iniziare il classico dialogo fancazzista del sabato sera.
Ma c'è qualcosa che è in trasformazione dentro alla pizzeria. Il clima sta mutando. Nella sala individuo quasi subito alcuni personaggi assolutamente fuori luogo. Mi dico: "è mormale, dai. In fondo è sabato sera; la gente va a ballare, la gente mangia qui e poi si scatena in disco. Ma non sapevo cosa stava accadendo, non ne avevo neppure lontanamente un'idea.
Le cose, però, si complicano in fretta. Il tavolo centrale, quello da 18, è vuoto. Noi ordiniamo; chi la carne, chi il fritto di pesce, chi il primino. E mentre la cameriera è intenta a prendere le nostre ordinazioni, ecco che il mistero del tavolone si risolve.
Che entrino gli artisti! Cazzo, penso, sono proprio fortunato. Il cast del Bagaglino si è ritrovato in pizzeria, nella "mia" pizzeria. E tutto sarebbe stato normale se in effetti si fosse trattato di una compagnia teatrale, di un ritrovo di star del circo o una rimpatriata di amanti del carnevale. Invece no. Tutto puzza clamorosamente di irreale realtà.
Le figure allegoriche si alternano con allarmante successione. La prima che spunta è una tardona sulla quarantina (chi azzarda 43-44, io mi fermo a 41); lei è di payette vestita, con il nero a mischiarsi assieme a sgargianti e impazziti luccichini. Al collo ha una improbabile cravatta stile "Onlio" di "Stanlio e Olio", al centro della quale fa sfoggio di se uno splendido, ma al quanto finto, super diamantone. Bionda, alta, pelle chiara, truccata come si trucca una bambina di 8 anni. Terribile.
Accidenti, come sono fortunato. La mia serata sta per mutare, me lo sento. E ne sono quasi certo quando, immediatamente dietro alla fascinosa tardona, spunta un'amica. Camicetta bianca, età imprecisata, vita sentimentale ridotta a zero. Come faccio a saperlo? Lo noto dal rossetto, un po' sbavato, e da quel cappello con la visiera che la tipa non si toglie neppure dopo essersi seduta a tavola.
E non finisce qui. Come diceva il buon vecchio Corrado. Ed infatti, ecco che di seguito entrano tutti gli amici dell'allegra compagnia. Alla tardona bionda se ne aggiunge una più bionda ancora; sulla cinquantina, un'abito da sera color oro, molto scollacciato, che mette in netta evidenza un paio di tettone decisamente flacide, sostenute da un push up che non fa neppure bene il suo lavoro. Seduto affianco a lei siede un tizio con il berretto di lana bianco, che indossa sempre, anche quando arriva la pizza (una moda che non conoscevo, mi dico... ma!). A seguire: un signora di mezza età con gonna corta, un paio di vecchietti arzilli e un'altra serie di personaggi a dir poco strani.
La fortuna, dico la mia, arriva solo a fine cena. Quando io e i miei amici decidiamo di fermarci per prolungare le chiacchere: sapete, il dolcino, il caffè, l'amaro. E invece no! La serata si modifica ulteriormente. All'interno dell'ambiente, già compromesso dal numero esagerato di commensali e dalla qualità dei loro abiti, si aggiunge un ulteriore elemento che mi fa schizzare dalla felicità.
Senza nemmeno accorgersene, ecco che dalle retrovie spunta il nonnino dj. Cazzo ragazzi. Un pezzo d'omino alto 1.65 che avrà di certo superato i 130 chili. Si posiziona dietro alla consolle come se fosse la cosa che fa da sempre. Accende le casse che erano posizionate sul soffitto, a fianco del condizionatore, ed attiva il bottone dello start del suo pc. Le due tv che prima trasmettevano l'anticipo serale della seria A ora proiettono il famigeratissimo Karaoke.
Si inizia con un pezzo di latino americano, quasi a sorpresa. Il Karaoke è arginato per un attimo. Ma tutto d'un tratto, ecco che la musichina dell'avvio di Windows riecheggia selvaggia e a tutto volume nella stanza, che nel frattempo si è trasformata in una bolgia completa, nel quarto girone dei dannati. Il nonnino interrompe un attimo il "latino" e attacca con il Karaoke. La tardona con la cravatta prende il microfono, sulla tv iniziano a scorrere le parole: quanto sei bella roma.... La flebile vocina da trans ci fa compagnia per cinque minuti. E come se niente fosse, al termine della canzoncia, ecco arriva il valzer. La signora dal seno cadente adesso balla con il dj. Mio dio, no.
Le intenzioni di sostare nell'area disco della pizzeria, ovviamente sfumano. Il conto per favore. Niente caffè, niente grappino. Fuori e basta.
Mentre esco mi dico: accidenti, sono stato fortunato. Uno lavora tutta la settimana in mezzo al casino, cerca un localino tranquillo e invece trova la "disco pizzeria" che non si aspettava.
Sono proprio contento. Buon sabato.

Blocco del traffico.
Giovedì non si può passare in centro in macchina. Lo dice il Comune.
E hanno ragione. Accidenti, senza lo stop ai fumi delle auto per un giorno alla settimana questa città sarebbe invasa dallo smog e la gente si ammalerebbe molto di più di tumore.
Invece adesso il sindaco ha detto che se passi in città con la tua macchina dalle 8.30 alle 18.30, ti fa fermare dai vigili e ti fa fare una sporta di euro di multa.
Poi dalle 18.30 in poi, per il resto della settimana, è leggitimo inquinare.
Io sono proprio d'accordo! Il problema dell'inquinamento dell'aria delle città è di certo risolvibile con una manciata di ore di blocco del traffico in centro!
Ragiona bene il primo cittadino: non posso fermare i fumi delle fabbriche, non posso far spegnere i riscaldamenti. Allora metto una centralina dell'Arpa in mezzo ad un incrocio e faccio misurare le polveri. Poi ad un certo punto fermo tutte le macchine.
Adesso ho spedito in comune i bollettini per pagare il bollo e l'assicurazione della mia auto e ho chiesto che siano loro a pagarmi qui giorni (circa un mese all'anno) in cui sono costretto a non usare l'auto. Sono certo che fra cinque minuti un'impiegata mi chiamerà per dirmi che è tutto risolto.
Sono felice. Da giovedì il mondo sarà migliore.
Mi arrivano, tutti i giorni, direttamente nella mia casella di posta elettronica, centinaia di mail che mi propongono di allungare il mio pene.
Tutto mi dicono:... è spam... è spam!
Io non ci credo.
Sono altresì convinto che loro le mandimo solo a me, perchè sanno che tutto sommato ho una "roba da famiglia" e vogliono darmi una mano.
Credete che stia esagerando?
Non ho mai fatto questo esperimento.
In questo momento sono incazzato come una pantera... come sapete tutti la vita a volte ti fa anche incazzare... (A VOLTE!!!!).
Ora, che la mia ira è al massimo, provo a scrivere qualcosa di divertente. Vediamo.
Allora.....
.....
niente.
Esperimento fallito. Mi dispiace.

Niente di meglio che tornare al lavoro.
Questa mattina ero proprio felice di alzarmi.
Poi sono stato felice di trovare una bella giornata di pioggia, i vigili che mi hanno fermato per un controllo e, infine, di aver tribolato come un pazzo per parcheggiare.
Non vedevo l'ora che arrivasse lunedì.
Finalmente, cazzo. Finalmente.